domenica 27 ottobre 2013

Atletica - Machichim vince a Venezia, Lalli terzo

Andrea Lalli si prende il terzo posto della XXVIII Venicemarathon con un crono finale di 2h 14'26". Vince il kenyano Nixon Machichim in 2h 13'10", davanti al connazionale Raymond Kiplagat Kandie (2h 13'11"); mentre al femminile si assiste all'assolo di Mercy Jerotich Kibarus, che taglia il traguardo in 2h 31'14".

Per il suo esordio sui 42,195 metri l'azzurro trova una giornata poco favorevole, con una nebbia leggera che accompagna gli atleti sin dalla partenza a Strà e con l'umidità che rende difficile respirare. Il molisano delle Fiamme Gialle imposta la prima parte di gara con un buon ritmo, con un passaggio alla mezza maratona, all'altezza di Marghera, in 1h 05'23". Fino al 30° km l'azzurro corre nel gruppetto di testa, guidato dalle lepri e dai keniani Nixon Machichim e Kiplagat Raymond Kandie. Al Parco San Giuliano i kenyani cominciano a strappare: Lalli accusa 37 secondi di ritardo da Machichim.
Gli ultimi chilometri sono pesanti per tutti: la temperatura aumenta e così anche l'umidità lagunare. A due chilometri dall'arrivo Machichim ha una decina di secondi di vantaggio su Kandie, che però riesce a recuperare secondi su secondi e sembra quasi riuscire a strappare la vittoria al connazionale. Sono entrambi molto affaticati e alla fine la spunta Machichim, con l'altro kenyano a un solo secondo dopo aver provato il sorpasso, inutilmente, nei saliscendi finali. Lalli, che mostra ancora una discreta azione di corsa, è 11 secondi dietro a Masai: rimonta e supera l'avversario poco prima di essere accolto dalla folla di Piazza San Marco.
Le parole di Andrea Lalli subito dopo il traguardo. "Abbiamo trovato una giornata difficile e non c'erano le condizioni per correre più forte. La gara vera è iniziata a Parco San Giuliano, con i primi strappi. Ho avuto un momento di difficoltà; ma ho stretto i denti. A quel punto non pensavo di arrivare terzo, ma sui ponti di Venezia ho scorto Masai e mi sembrava stanco. Ho cercato di non strappare, ho corso con regolarità e sono riuscito a conquistare un podio che mi riempie di gioia". Tra le donne si impone la kenyana Mercy Jerotich Kibarus, davanti alla coppia etiope composta da Halima Hussen Kayo (2h 38'49") e da Sosena Tekle Gezaw (2h 42'29"). Non ha tradito le attese Alex Zanardi, che in sella alla sua handbike con la quale si e' laureato campione olimpico e mondiale, ha trionfato con il tempo di 1h 11'45", piegando la resistenza di Claudio Mirabile, al traguardo in 1h 15'24". "Siamo stati assieme fino al 30° chilometro - ha dichiarato Zanardi -; poi Claudio mi ha detto di andare, perché non ce la faceva più a tenere il ritmo".

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